Mi chino su di me per riflettere, su me,per capire che al mondo ci sono solo io e chi mi vuole bene.
Troppo narcisismo,o,troppo di tutto, per amarsi bisogna piacersi. Sconforto è la regola continuo a disprezzarmi, e aspettarmi un complimento dagli altri. Ma i complimenti non servono più per distruggermi ancora, ho bisogno di apprezzamenti, ma niente arriva alla mia mente se non confusioni adolescenziali e stupide più grandi ne dico. Scusa buona è la sofferenza, in quanto trovo in essa una produzione dello spirito in misericordia. Non basta, anch'essa ha bisogno di una sostanziale base su cui lavorare, soffrire per soffrire porta ad altro soffrire che per me è solo uno sputo sulla vita. Ecco la risposta, sputo sulla vita che il Signore mi ha donato, senza farmi mai mancare niente. L'insoddisfazione raggiunge allora un'apice di insopportazione, perchè manca quello che il mondo ci può o possiamo dare. M'impantano sempre in cavilli che sono solo scuse per il mio egoismo da gatto ingordo e senza più una testa. Tutto diventa inutile, la vita contiuna a scorrere senza una mia azione, bisogna attivarsi anche nei momenti gravi, dettati dalla coscienza implacabile nel giudizio. Allora si possono anche sopportare ambienti, non in cui ci senntiamo inadeguati, in un'altalena che giova allo spirito mio, perchè passare da una dimensione ad un altra di diversa atmosfera rende viva la mente.
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